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Oggi frugavo tra i miei documenti e le cartacce.

Di sorpresa salta fuori un biglietto con un numero di telefono.

- ? -

Giro il foglio, un nome: Maria

- ? -

La mia curiosità mi spinge a prendere il telefono e fare quel numero.

“Pronto?”

“Si, pronto, ho trovato il tuo numero ma non so chi sei”

“Ah, e quindi?”

“E quindi chi sei?” (sempre molto gentilmente)

“Mi chiami tu e mi chiedi chi sono?” (giusta osservazione)

“Scusa, hai ragione, io sono Sarah, ho trovato il tuo numero ma non mi ricordo chi sei”

“Ma Sarah chi?” (la cosa si fa contorta e complicata)

“Ehm, Sarah Sarah! (con tono un po’ dubbioso ed incerto)

“Ma stai bene?”

“Io si, grazie! E tu?”

“Tutto bene”

“Bene!” (breve pausa di silenzio)

(riprende) “Beh, è stato un piacere, richiama quando vuoi!” (riattacca)

“???”

Rimango con la cornetta del telefono in mano e un punto di domanda sulla faccia.

 

10 minuti dopo…

Driiiin driiiin

Rispondo:

“Pronto?”

“Senti, sono ancora io (ma io chi???), forse ho capito chi sei, ci siamo conosciute al

corso di latino-americano, vero?”

“Veramente io non ballo, manco mi piace!”

“Ah, e allora perché venivi al corso??”

“Ma io non ci sono mai venuta al corso!”

“Cretina, pagavi e manco ci venivi?” (e mi becco anche l’insulto)

“Senti, ci deve essere un errore, io non ballo, non mi iscrivo a corsi che poi non

frequento… facciamo che prima ho sbagliato numero e chiudiamola qui”

“Guarda che non hai sbagliato il numero, è giusto, è il mio!”

Di botto mi sento cadere le braccia “possibile?” “mi sono proiettata su Scherzi a

Parte da sola?!”

“Ok, il numero è giusto ma forse la persona è quella sbagliata”

“No no, se è giusto il numero, sono giusta anch’io, visto che al mio numero

rispondo io!” (ci fa o ci è???)

“Senti è stato bello ma devo andare”

“Peccato, sei di fretta, avevo voglia di chiacchierare un po’… magari ti richiamo

domani!” (sento l’entusiasmo nella sua voce)

“Ehm, guarda, domani non posso”

“Allora dopodomani”

“Neanche!”

“E quando?”

“Appena mi viene la voglia di ballare ti chiamo io così si organizza”

“Perfetto, ci conto!”

 

Dopo qualche minuto riprendo i contatti con la realtà, prendo l’agenda e ricopio il numero

alla voce Ospedale Psichiatrico… nella vita non si sa mai, magari torna utile!

Pubblicato il 11/4/2006 alle 15.53 nella rubrica Schizzi e parole.

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